lunedì 11 gennaio 2021

IL GIOCO DEL SILENZIO

 


“Ho preparato tutto, venite a sedervi intorno al fuoco adesso inizia il gioco”.

Ci sediamo in cerchio con il fuoco al centro che ci spara qualche scheggia ogni tanto per tenerci svegli, fumiamo erba e non parliamo, è “il gioco del silenzio”.

Ognuno di noi ha un quaderno deve scrivere i suoi “silenzi interiori”, poi quando finiamo andiamo dentro casa, ci rimettiamo di nuovo in cerchio, passiamo il libretto a quello alla nostra sinistra, a turno leggiamo i “silenzi dell’altro”; è consentito anche aggiungere disegni.

La prima a finire è Alice; saluta il cerchio in silenzio, e va dentro casa.

Noto che ci sono ancora troppe canne spente in giro, così passo la mia canna a quello della mia sinistra, che riaccende la sua è la passa, così riparte il giro delle canne.

Adesso il vento è cambiato è mi becco un tot di fumo del falò in piena faccia. Per un po’ non respiro mi alzo, gli occhi rossi iniziano a lacrimare cosi butto un po’ di acqua sul volto e in testa per riprendermi.

Mi siedo di nuovo, anzi saluto il cerchio e vado dentro casa.

Sono già passate tre ore. Manca solo Sandro, lui è l’unico che firma quello che scrive, come se qualcuno di noi non sapesse che l’unica poesia della serata sarà la sua. Eccolo che arriva dentro casa barcollando; non regge mai niente, prende il suo posto alla mia sinistra, ci passiamo i libretti.

Inizia a leggere chi è alla punta del pentacolo puntato verso la Luna. Quindi tocca al Profeta iniziare, “Saluto il cerchio, spezzo il silenzio”, fa un segno con la mano è inizia a leggere dal taccuino :  

CONCERTO HARD-CORE.

C’è solo un fottuto bagno per 500 persone, ed è già allagato, il puzzo di piscio e merda si sente anche all’aria aperta, in questo posto autogestito, dove, oltre ad ascoltare un susseguirsi di band senza futuro, sono al bar a vendere birre fredde di una marca sconosciuta a punk, filosofi, quelli di Palermo, qualche skin, qualche femminista, quelli di Enna, il collettivo anarchico, una tre giorni di musica, birra, cibo e campeggio.

La presunzione di creare dal nulla elevandosi a chissà quale fantomatica divinità, ho fatto uno skizzo lungo sul suo corpo.

Però so fare di meglio.

Adesso chiudo gli occhi è faccio tre tiri veloci all’erba, perché qualcuno vuole accelerare.

Mostrami il cammino io lo seguirò, andiamo al mare, il sole, il caldo, seguiamo questo ritmo lento,

invece c’è questo tizio che mi chiede una birra, ne prendo una da sotto il bancone, gli sparo una bella agitata, il tipo la apre e uno skizzo bello forte gli arriva in faccia.

Poi mi lascio trasportare dal ritmo lento della spiaggia e di Bob Marley, “Ti voglio amare una volta al giorno, per tutta la mia vita, questo amore è pieno di magia”.

C’è un’atmosfera tetra da postumi festivi per le strade della città, mentre l’erba mi colpisce, portando la mia mente verso il fuoco.

Faccio una pausa dal bar, evito il pogo, cerco un posto tranquillo e un po’ distante per fumare un po’ d’erba in solitaria.

“Finisce così il primo silenzio, grazie per aver condiviso con noi”. Il Profeta si siede, parte un applauso. Adesso tocca a Silvia leggere: “Per me è la prima volta qui con voi, devo dire che mi sento un po’ emozionata ad essere nella stessa stanza a leggere racconti con autori come Sandro, il Principe, è non dimentico di certo il mio preferito “CaneNero”, la guardo, lei abbassa gli occhi è inizia a leggere:

TURNO DI NOTTE.

Marco si volta preoccupato verso di me. “C’è il tizio della numero 28 in linea, vuole parlare con te”, prendo fiato e rispondo: “Hotel Excelsior sono Anna in cosa posso esserle utile?” dall’altra parte della cornetta parte una voce incazzata e tutto di un fiato dice: “Mezz’ora fa ho ordinato un club sandwich e la mia ragazza non me lo succhia se prima non mangia quel fottuto panino, sbrigatevi cazzo!”. Sento un click, ha riagganciato. E adesso cosa faccio? Come mai gli ordini non escono dalla cucina? Compongo veloce sulla tastiera luminosa il n°49 cioè l’interno della cucina, nessuna risposta, chiamo lo chef, nessuna risposta, dico a Marco: “Sostituiscimi per un po’, vado a vedere cosa succede in cucina”, stacco gli auricolari della reception e li do a Marco che li prende con riverenza, mi incammino verso l’ascensore, premo il bottone forse con troppa forza, mi salta l’unghia appena rifatta, rumene di merda! Mi hanno pure detto: “Signurina chisse unghia di sposa, bella signorina”, si vede proprio che ti prendono per il culo, ovvio che la colpa è anche mia, lo so che non mi devo fidare dei prezzi bassi, si aprono le porte dell’ascensore, è vuota, entro, spingo con il dito con l’unghia fottuta il piano delle cucine, zingare di merda, poi penso a quello stronzo che non mi ha mai richiamato, adesso sta con una rumena, quelle sono solo delle gran puttane, si aprono le porte, c’è uno strano silenzio, anzi adesso sento un rumore, avanzo lentamente cercando di attribuire lo strano rumore a qualcosa di conosciuto, sembra la lima per le unghie di quella puttana zingara che mi ha fottuto 20 euro, adesso sono vicina alla porta, prendo fiato, cerco lucidità mentre il mio cuore batte all’impazzata, con la mano apro la prima anta, schizzi di sangue, corpi mutilati, sento il rumore della limetta alla mia destra mi volto e….

Un tizio in un bar molto distante dai fatti appena narrati è seduto a bere birra ascolta questa notizia: “Si chiama Anna Kurtinova la receptionist dell’hotel Excelsior scomparsa in circostante misteriose la giovane rumena, è scomparsa la sera del 5 gennaio 2021, chiunque avesse notizie può contattare i numeri che vedete in sovraimpressione”, al tizio cade la birra dalle mani e dice: “Quella è mi a figlia!”.

 

Finisce di leggere, è visibilmente emozionata, parte l’applauso, ogni tanto ho l’impressione che questi incontri siano come una comunità di recupero, un susseguirsi di letture e applausi, cazzo però funziona, ridiamo e ci emozioniamo tutti.

Ogni tanto qualcuno mi chiede di poter partecipare, però poi dice non voglio fumare, non voglio bere, io gli dico: “Non ti ci porto nemmeno se la tua ragazza mi succhia il cazzo”, in realtà molte lo hanno fatto, non per partecipare alle letture ma solo per potersi vantare, mi immagino la scena: “Sai ha fatto un pompino a CaneNero”, e l’amica: “L’hai sfondato”, che insomma son le storie che mi faccio nella mente, mi pregano per soddisfare una loro curiosità, questi tipi pensano che la donna sia un loro oggetto, mai uno che s’incazza quando gli dico ”Neanche se la tua ragazza mi succhia il cazzo”, si mettono la faccia triste, io resto fermo nel mio no come quando lo dico al cane, solo che loro mi ascoltano, il cane no.

Ho la gola troppo secca sto andando un po’ in paranoia, l’ultimo racconto parlava di sonde anali, in pratica si era riunito il consiglio interstellare alieno per decidere dove mettere la sonda per ispezionare l’umano che viene rapito per esperimenti, alla fine hanno votato e vinto i democratici e la sonda continuano a metterla su per il culo.

Io continuo a fumare, nonostante la paranoia e la gola secca, forse è il mio turno perché non parla più nessuno, anzi noto che tutti gli sguardi sono rivolti verso di me, “Tocca a te”, dice il nuovo arrivato seduto alla mia destra, lo guardo “Cazzo ma allora la tua ragazza fa davvero i pompini, altrimenti non saresti qui”, ma forse non lo dico veramente ed inizio a leggere.

POKER.

 

Un istante fa eravamo complici, i tuoi sguardi mi sembravano chiari, ma adesso rilanci sul mio rilancio, io vedo, “Quante carte?” chiede il croupier, rispondo: “Servito”, poi si volta verso di lei che chiama 3 carte, dico: “Parola al rilancio” lei dice: “Piatto”, io ho una scala a regine, cosa cazzo può avere? Dico: “Visto”, mi fa l’occhiolino e mi fa vedere: un colore di quadri, cazzo ha fatto colore chiamando 3 carte!, e ha pure rilanciato all’apertura, sono vittima di un imbroglio? Sono fuori, cazzo!, sono fuori dal torneo, “Bella partita” e gli faccio un cenno con la testa di approvazione, lascio il tavolo e inizio a bere e osservare il resto del torneo, la ragazza che mi ha buttato fuori ha vinto il torneo è adesso mi sta offrendo da bere, comunque scopiamo e iniziamo a frequentarci; in lei nasce un amore sottomesso, così la convinco a fare un pompino a uno scrittore, ed eccomi qui! Finisco di leggere il racconto, il tipo alla mia destra si alza è urla: “Perché porcodio non puoi rilanciare, chiamare 3 carte è fare colore”, ha uno sguardo da matto, non capisco se sia per tutta l’erba che ha fumato oppure per l’alcol, inizia a esultare come Materezzi dopo la vittoria della coppa del mondo nel 2006, poi urla: “Sì ti ho fottuto! Porcodio!”, poi se ne va via, “Ma chi cazzo è questo qui?” dico io, mentre gli altri fanno facce stupite e innocenti, dicendo di non conoscere la tipa in questione, io invece sì perché ho fatto una gara di bevute con il matto appena andato via, e c’era pure la sua tipa che mi sbavava addosso, lui è andato k.o. dopo 3 whisky, così lei mi guarda è dice: “Se andiamo in bagno te lo succhio”, il cesso è solo per una persona così io mi metto con i piedi sul water e le mani appoggiate alla parete, e lei riesce a prenderlo in bocca agevolmente, mentre lì sotto lavora, penso che il tizio fuori k.o. deve pagare da bere perché ha perso, invece la sua ragazza mi sta succhiando l’uccello anche male per essere onesti, non ci mette passione, sembra un movimento quasi meccanico, tanto da costringermi a fare un film mentale per poter sborrare nel preservativo rosso fragola che indosso per precauzione, ci metto solo 3 minuti a finire la questione, lei esce mentre i sistema i capelli, io aspetto 5 minuti, mi sistemo ed esco. Adesso sono qui con gli altri a dire: “Che razza di psicopatici ci sono in giro?”, poi dico: “Sandro tocca a te leggere”, si alza e schiarisce la voce legge il titolo:

Sono un poeta coglione

 

“Io scrivo poesie che fan cagare”. Una ragazza bionda che non conosco inizia a ridere perché capisce il gioco, Sandro un po’ indispettito, continua: “Sono un coglione” partono altre risate, poi mi guarda è dice: “Quindi mi hai preso in giro?” “Ovviamente sì” rispondo mentre rido piegato in due, Sandro non sa cosa fare, ma ha un colpo di genio dice: “Andiamo a mangiare”, in un attimo mi ritrovo davanti al mega buffet preparato prima di fumare erba, dopo anni di esperienza qualcosa s’impara. Ho le mascelle deboli per il troppo ridere, la testa gira come sulle montagne russe, un senso di inappetenza mi viene proprio davanti a ogni prelibatezza che ogni tossico sogna quando gli prende la fame chimica, guardo gli altri mangiare con gusto e soddisfazione; alcuni hanno anche gli occhi come se stessero godendo, io invece non riesco a mandare giù niente, mi siedo sul divano, qualcuno mi dice: “Va tutto bene?”, e questo non fa che aumentare il senso di disgusto, però rispondo che va tutto bene, una specie di braccio di ferro tra la perdizione totale e il divertimento e il cibo, sono solo lo spettatore che ha pagato il biglietto non batto le mani non faccio fischi, mi faccio forza è accendo la canna che ho tra le dita, dopo questa “ricreazione” si ricomincia, ognuno prende il suo posto, adesso tocca alla poesia di Sandro, vi prego prendetemi di peso è scaricatemi nel bosco, ma solo perché non riesco a muovermi per scappare via il più lontano possibile, ma Francesca anticipa ogni mia possibile mossa iniziando a leggere:

LUCE.

Inganni irragionevoli.

Tempeste d’amore.

Giri di walzer.

Stati mentali.

Freddi silenzi…

poi ancora abbracci…

Illumino il tuo sesso.

Asciugo il tuo sudore.

Il buio mi assale.

...barcollo…

…barcollo…

Sono Sandro, sono il poeta, che la luce sia lieta.

 

Cazzo a lui sì che fa veramente male fumare erba, cioè questo qui si distrugge ogni volta, poi ‘sta fissa che deve firmare, ma chi se li incula i suoi versi? Milioni di fan in tutto il mondo! sembra incredibile ma è cosi, siamo arrivati all’ultimo racconto per chiudere il cerchio, adesso accendiamo la candela che abbiamo di fronte a noi, riesco a far scorrere questi momenti di amicizia e fratellanza a rallentatore, per farli diventare ricordi da consumare in eterno.

Cerco di fotografare il momento, mentre il Principe inizia a leggere:

 

IL SONNO.

 

Il sonno liberatore delle catene della realtà tardava a arrivare, sdraiato nel letto singolo di una stanza di un appartamento diviso con studenti e operai, il silenzio e il buio non aiutavano l’entrata del sonno nel mio corpo, nella mia mente.

Poi suona la sveglia, allora ho dormito di nuovo senza capirlo, sono mesi che va così, ho dormito di nuovo senza capirlo, dormo senza riposare veramente.

Taglio via tutti i pensieri negativi.

Soffio sul fuoco della magia.

Fumo erba insieme alla ciurma.

Sono felice! Perché so che tu mi pensi.

Chiude il cerchio e ringrazia il fuoco che ha liberato i nostri silenzi. Applauso finale e saluti.

Siamo rimasti io, il Principe e il Profeta, abbiamo preso tutte le canne rimaste nei posaceneri, si va da l’ultimo tiro a intera, per un totale di 25, fumiamo fino ad addormentarci, l’ultimo che rimane sveglio, può scrivere con una penna nera frasi sulla pelle scoperta degli altri due. Un giorno sono andato al lavoro con scritto sul braccio destro: “Ieri sera ero ubriaco”, fortuna che nessuno se ne è accorto, accendo faccio un tiro e la passo al Principe che inizia a ridere è fare boccacce.

Lo guardo mentre penso che appena si addormenta gli disegno una Z sulla fronte.


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